PROGETTO "TU SEI"

La classe 5A ELT dell'Istituto Giacomo Floriani ha dimostrato l'importanza della collaborazione tra scuola e impresa partecipando con successo al concorso "Tu Sei". Questo progetto, nato nel 2008 dal protocollo d’intesa tra Confindustria e la Provincia di Trento, promuove annualmente l'interazione tra gli studenti e il mondo aziendale, inserendo nel percorso formativo l'opportunità di sviluppare iniziative concrete in collaborazione con le imprese del territorio.

 

L'edizione 2023 ha coinvolto molte classi (sia delle scuole medie che delle superiori), ciascuna delle quali ha presentato un progetto insieme a un'azienda locale. La classe 5A ELT ha partecipato con Arconvert S.p.A. di Arco, implementando una parte del progetto Safetify, ideato e sviluppato dagli studenti nel corso dell'anno scolastico.

Safetify è un sito web innovativo in materia di sicurezza sul lavoro che fornisce agli utenti strumenti e informazioni per lavorare in modo sicuro, con particolare attenzione all'ambito industriale del carico/scarico.

 

Durante tutto il percorso di elaborazione del progetto, i ragazzi hanno avuto numerosi momenti di confronto con l'azienda, attraverso i quali hanno potuto comprendere meglio le esigenze e le sfide del settore industriale, attraverso la creazione di un prodotto finito di qualità, funzionale e facilmente accessibile.

 

Il risultato dell’impegno e della dedizione degli studenti è stato riconosciuto con il primo premio "Tu Sei Creativo" della categoria "Realizzazione annuale di istruzione secondaria di secondo grado", volta a premiare le scuole che si sono distinte nella ricerca di soluzioni innovative per migliorare i servizi aziendali, valutando la fattibilità delle idee e la capacità di risolvere problemi concreti. Il Dirigente scolastico, dott. Paolo Chincarini, afferma: "Gli studenti hanno affrontato con successo questa sfida, dimostrando il loro talento e la loro capacità di innovare."

 

Oltre ad aver acquisito competenze tecniche e relazionali, gli studenti hanno evidenziato senso civico e sensibilità devolvendo il premio in denaro di € 500 alle vittime della recente alluvione che ha colpito l'Emilia Romagna. 

 

Iniziative come quella del concorso "Tu Sei" rappresentano un valore aggiunto nella formazione dei giovani, dal momento che consentono agli studenti di mettere in pratica le conoscenze apprese a scuola e di sviluppare competenze utili per il loro futuro professionale.

Qui il sito Safetify

 

LA 3 a CAFM INCONTRA FAMIGLIA MATERNA

Nella giornata di martedì 16 maggio la classe 3^ CAFM dell'Istituto Floriani ha avuto l'opportunità di conoscere da vicino la complessa realtà di Fondazione Famiglia Materna di Rovereto. Durante l'incontro le educatrici hanno dato spazio ad approfondire il concetto di stereotipo di genere che può sfociare nella violenza fisica e psicologica. Proprio in merito a questo gli studenti hanno avuto modo di concludere un percorso di Educazione civica e alla cittadinanza iniziato in classe e di conoscere Famiglia Materna come realtà di sostegno e di accompagnamento.
In un secondo momento formativo gli studenti hanno conosciuto la realtà dell’Impresa sociale di Fondazione Famiglia Materna con un affondo rispetto al progetto Formichine e ai suoi inserimenti lavorativi per la ripartenza professionale di donne a rischio di emarginazione sociale.
"La Fondazione Famiglia Materna di Rovereto è un rifugio in cui si crea un legame empatico e solidale, in cui i bisogni dei piccoli e delle loro mamme vengono ascoltati e presi in considerazione. Mi ha colpito l’impegno da parte del personale pronto a offrire un sostegno emotivo e pratico a chi ne ha bisogno." Così una studentessa racconta dell'esperienza; solo una delle tante voci di grande soddisfazione degli studenti dell'Istituto Floriani. "È stato arricchente. Ognuno di noi era sospeso mentre le educatrici parlavano, sospesi nell'incredulità di alcune situazioni narrate, ma contemporaneamente sospesi nel riconoscere la potenza del cuore, della preparazione e della competenza umana." Così la prof.ssa Vivaldelli sintetizza l'incontro. Il dirigente Chincarini esprime che "Essere tornati a fare scuola fuori dall'aula è ciò che ha permesso agli studenti di toccare con mano un luogo di accoglienza e di ripartenza. È stato inoltre un chiudere due percorsi teorici affrontati in classe: uno sugli stereotipi di genere e uno sulle imprese sociali".
La classe, con i docenti e gli educatori coinvolti, ha poi pranzato presso il ristorante "Le Formichine", come esperienza per toccare con mano un'impresa sociale

teatro

NOI SIAMO: LABORATORIO DI TEATRO

Sono le ore 18:00 del 22 maggio e l’aula 109 del Floriani apre la sua porta per accogliere i visitatori di “Noi siamo”, la presentazione degli esiti del laboratorio di teatro coordinato dal regista Jacopo Giacomoni, tenutosi presso i locali dell’Istituto da gennaio ad oggi e finanziato con risorse del Fondo Sociale Europeo attraverso la società di formazione Cieffe di Trento. 

 

Hanno partecipato su base volontaria alcuni studenti di tutti gli indirizzi e di varie classi, i quali hanno proposto degli autoritratti nella modalità espressiva liberamente scelta da ciascuno di loro. Un collage fotografico, due video, due installazioni, una scultura e una performance: queste le forme nelle quali i ragazzi hanno rappresentato se stessi, la loro vita, la loro storia, i loro pensieri, le loro emozioni, la loro visione della vita.

 

Queste le parole di Jacopo Giacomoni: “Rappresentarsi è un atto sempre più comune: smartphone e social network permettono una continua messa in mostra di quello che facciamo e di come siamo. Raramente, però, capita di affrontare la rappresentazione di sé come un atto artistico, che, a differenza del selfie, richiede una riflessione più profonda e consapevole sugli strumenti che si utilizzano, sullo spettatore, sullo sguardo che rivolgiamo a noi stessi e su quello che gli altri rivolgono a noi. Il laboratorio è stato un tentativo di ragionare insieme attorno a questi temi.” 

 

Il laboratorio si è articolato in tre fasi principali: una dedicata al tempo, una alla struttura e una al “furto”.

L’arte performativa - ma si può dire l’arte in generale - ha a che fare col tempo dello spettatore. L’artista si prende cura del tempo dell’altro e ha il potere di sottrarre il pubblico al ritmo della quotidianità. Tramite esempi e riflessioni condivise, i partecipanti hanno prestato attenzione a come un’opera d’arte (un video, una performance, un’installazione) possa modificare la scansione temporale di chi la esperisce ed essere un’alternativa preziosa al ritmo a cui ci abitua la realtà di tutti i giorni. 

In seguito gli studenti hanno cercato di decifrare la forma di alcune opere, interrogandosi sulle diverse strutture che sorreggono la creazione. In quante parti è suddiviso quello che vedo? Quanto può essere rigida una struttura? Quanta libertà o improvvisazione può accogliere una cornice? Gli studenti hanno affrontato alcune opere celebri per affinare la loro capacità di analisi: essere spettatori consapevoli ed esigenti è il primo passo per diventare bravi artisti.

La terza fase del lavoro ha trattato il tema del “furto”: cosa possiamo “rubare” agli altri artisti? Cosa possiamo invece “rubare” alla realtà per creare la nostra opera originale? La riflessione si è così spostata sul tema della creatività. Nulla viene mai fatto per la prima volta e spesso il nostro gesto artistico può essere la ricontestualizzazione del già noto: “i testi e gli oggetti che mi circondano possono diventare il materiale della mia opera senza che io produca nulla da zero” afferma il regista.

 

Nell’ultima parte del laboratorio gli studenti hanno scelto il linguaggio che ritenevano più consono al proprio autoritratto e infine si sono dedicati all’organizzazione pratica della presentazione al pubblico. Oltre a produrre le singole opere, hanno allestito l’aula, preparato le didascalie, montato le installazioni e definito i dettagli tecnici di tutta la mostra. Questa fase è stata fondamentale nel mostrare agli studenti come nulla dei loro lavori avrebbe avuto senso senza una cura nei confronti del pubblico che li avrebbe visti. In campo artistico, l’organizzazione e il rigore svolgono un compito tanto importante quanto l’estro e l’intuizione. 

 

Dopo la prima apertura al pubblico di lunedì 22 maggio, l’aula/galleria è stata mantenuta aperta e visitabile anche durante la mattina del 23 maggio. Questo ha permesso a decine di studenti di vedere il lavoro dei partecipanti e a questi ultimi di confrontarsi con i giudizi e le reazioni del pubblico. Il Dirigente scolastico Paolo Chincarini afferma: “Ascoltare i ragazzi quando si aprono parlando di sé è sempre stimolante, induce alla riflessione anche e soprattutto l’adulto, consentendogli di allargare la prospettiva della visione su di loro.”

 

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locandina

XXII Giornata dell'accoglienza per la pace

Il rispetto e i diritti acquisiti da tutti sono opera di pochi uomini pieni d’ideali e morti per essi e, dimenticarsi di questi uomini è come rinunciare al rispetto e ai diritti.

RobysJack

 

L’Istituto “G. Floriani”, nell’ambito dei Percorsi di Educazione civica e alla Cittadinanza, insieme alle Scuole che hanno aderito Progetto “Educazione alla Solidarietà e alla Pace”

invita

studenti e genitori a condividere le testimonianze di Angelo Corbo, unico sopravvissuto della scorta del giudice Falcone nella strage di Capaci del 23 maggio 1992; di Marisa Collini, nipote di Adamello - guida alpina morta a Mauthausen eroe della Seconda Guerra Mondiale per aver salvato ebrei e soldati Alleati dalle persecuzioni nazi-fasciste - e di Pietro Kuciukian, ricercatore di Giusti, cofondatore di Gariwo insieme alla moglie Annamaria Samuelli. 

Allegati
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